Una portaerei per il Kaiser? la storia del progetto del SMS I
Paolo Enrico Distefano

Già prima dello scoppio della Grande Guerra sia il Regno Unito sia l’Impero Tedesco avevano studiato le possibilità di utilizzare le forze aeree nel campo navale; all'interno della Kaiserliche Marine uno dei principali appassionati di aeronautica per uso navale era il Principe Enrico (1) il quale spesso caldeggiò l’utilizzo di aerei in mare.

Entrambi i paesi sperimentarono l’uso di bastimenti in appoggio agli apparecchi, perlopiù con l’idea di lanciare in acqua idrovolanti a scopo di ricognizione ma tale configurazione non era esente da problemi, sia perché il tempo per abbassare e ritirare un aereo era piuttosto lungo, sia perché la nave avrebbe dovuto fermarsi per consentire l’operazione.

Furono quindi pensate navi dotate di una vera e propria piattaforma adatta ad aerei con ruote, che avrebbe permesso anche all’imbarcazione di tenere il passo col resto della flotta.

 

In alto: Il profilo del SMS I (Immagine Gröner E.; Die Deutschen Kriegsschiffe 1815-1945, Band 1: Panzerschiffe, Linienschiffe, Schlachtschiffe, Flugzeugträger, Kreuzer, Kanonenboote; op. cit. in bibliografia)


Le altre “portaerei” della Kaiserliche Marine

Allo scoppio della guerra nel porto di Danzica era presente il mercantile britannico SS Craigronald (2.425 tonnellate), che venne sequestrato e rinominato SMH (2) Glyndwr per poi essere trasformato in nave da appoggio per idrovolanti; i ponti di prua e poppa vennero allestiti in modo che si potessero ospitare ben quattro aeromobili, senza tuttavia esserci hangar, e venne installata una gru per calare in mare gli apparecchi.

Il Glyndwr fu utilizzato nella baia di Danzica come nave scuola per poi venire impiegato per la ricognizione antisommergibili; il 4 giugno 1915 colpì una mina subendo gravi danni che non vennero mai riparati così nel 1916 fu ridotta a uno scafo e, consegnata ai britannici nel 1919, tornò ad essere un mercantile fino al definitivo smantellamento nel 1955.

Altri due mercantili furono riconvertiti a navi da appoggio idrovolanti, inizialmente denominate come Fluzeugschiff 1 e 2 e inserite nella Hochseeflotte - la flotta d’alto mare.

Le navi poi assunsero i nomi di SMH Answald e SMH Santa Elena ma a differenza del Glyndwr furono dotate di hangar a prua e a poppa in grado di ospitare da tre a quattro velivoli ciascuna, furono anche dotate di cannoni antiaerei ma la conversione iniziale non venne considerata soddisfacente e le due imbarcazioni entrarono in servizio solo nel 1915, dando buoni risultati nel Baltico contro le forze navali della Marina imperiale russa.

Un altro mercantile britannico catturato nell’agosto 1914, l’SS Oswestry, ribattezzato Oswald, venne convertito a nave appoggio aerei nel 1918, prendendo a bordo quattro idrovolanti biposto Friedrichshafen FF.29 mentre l’incrociatore SMS (3) Friedrich Carl, fu dotato di due aerei ma colpì una mina poco dopo e affondò nel novembre 1914.

Venne persino lanciato un FF 29 da un sommergibile, l’U-12, ma i comandi navali non rimasero convinti e scartarono l’idea; anche navi come l’incrociatore da battaglia SMS Derfflinger, l’incrociatore leggero SMS Medusa e altre fecero uso di aerei, non ultima la nave corsara SMS Wolf che imbarcò un Friedrichshafen FF.33 denominato "Wolfchen" a scopo di ricognizione.

Nel 1918 fu ordinato di adattare due incrociatori, SMS Stuttgart e SMS Roon, allo scopo di ospitare idrovolanti, l’idea era di avere navi con aerei in grado di tenere il passo del resto della Hochseeflotte;  i lavori di conversione del Stuttgart  ebbero inizio nel gennaio 1918 e terminarono a maggio mentre quelli del Roon non furono mai conclusi.

La configurazione prevedeva due hangar a poppa per ospitare due aerei, più uno sul tetto di questi ultimi, ma tre velivoli erano troppo pochi per essere un appoggio effettivo, così i comandi della Kaiserliche Marine decisero che fosse necessaria una vera nave portaerei, dotata di piattaforma a svolgere il compito di pista, molto simile (4) al HMS Argus a cui stavano lavorando i britannici.

A sinistra/In alto: Il SMH Santa Elena, sono visibili gli hangar a bordo (Foto Schenck P.; German Aircraft Carrier Developments; presente in "Warship International"; op. cit. in bibliografia)

A destra/In basso: Lo SMS Stuttgart con un idrovolante nel 1918 (Foto Schenck P.; German Aircraft Carrier Developments; presente in "Warship International"; op. cit. in bibliografia)


La portaerei del Kaiserreich: il SMS I

Ad Amburgo, presso i cantieri Blohm and Voss, era presente lo scafo dell’Ausonia, una nave commissionata alla Blohm and Voss per diventare un transatlantico italiano varata il 15 aprile 1915 ma i cui lavori si interruppero allo scoppio della Grande Guerra.

L’Ausonia era di dimensioni adeguate a venir completata come una portaerei a tutti gli effetti e a occuparsi dei piani di conversione fu il leutnant zur see (guardiamarina) Jurgen Reimpell, che li completò nel 1918.

La nave era lunga 158,8 metri, larga 18,8, con un pescaggio massimo di 7,43 metri, aveva un dislocamento di 12.585 tonnellate e una stazza di 11.300 tonnellate.

La portaerei ricevette il nome provvisorio di SMS I e, se fosse stata completata, avrebbe ricevuto poi un nome definitivo; di norma la Kaiserliche Marine denominava provvisoriamente le sue navi come “sostitutive” (5) di altre imbarcazioni, ma lo SMS I era la prima del suo genere.

In caso di completamento lo SMS avrebbe avuto una velocità di 20/21 nodi circa, mossa da due turbine a vapore Blohm and Voss, avrebbe ospitato due ponti hangar da 82 metri per aerei a ruote e un terzo hangar da 127/128 metri per idrovolanti, tutti e tre i ponti sarebbero stati montati sopra la struttura esistente, la piattaforma sarebbe stata lunga 128.5 metri e larga 18,7.

Il SMS I avrebbe potuto prendere a bordo 13 idrovolanti ad ala fissa o 19 ad ala pieghevole, oltre a una decina di velivoli con ruote, altre fonti riportano che avrebbe imbarcato fino a dieci aerei da caccia e una combinazione di 15/20 bombardieri e idrovolanti siluranti.

Sotto al ponte superiore d’atterraggio, ossia la piattaforma per i dieci aerei da caccia, vi sarebbe stato l’hangar deputato a ospitarli e un ponte di decollo, per far scendere gli apparecchi negli hangar erano previste delle gru e al di sotto era presente il suddetto hangar per gli idrovolanti.

A poppa avrebbe dovuto esserci un ponte di volo per decolli e atterraggi mentre a prua un ponte di decollo più corto, in questo caso i velivoli sarebbero dovuti decollare direttamente dall’hangar, era previsto che gli aerei a ruota partissero da prua e atterrassero a poppavia, mentre gli idrovolanti sarebbero stati calati in mare mediante gru.
Era anche prevista una vera e propria novità, pure per le portaerei al loro albore, ossia un’isola di comando (6) sul ponte posta a dritta, che poi divenne la prassi sulle navi di questo tipo mentre non è noto l'armamento previsto per la portaerei.

Questo progetto fermò i lavori di conversione del Roon, ma il concentrarsi della Kaiserliche Marine sulla guerra sottomarina (7) e infine la sconfitta bellica nel novembre 1918 fecero sì che la costruzione del SMS I non si concretizzasse.

La Stimar, la compagnia italiana che aveva ordinato l’Ausonia prima della guerra decise pure di rescindere il contratto nel 1920 a causa dell’inflazione in Germania e la nave fu quindi demolita nel 1922.

A sinistra/In alto: La prua incompleta dell’Ausonia (Foto Schenck P.; German Aircraft Carrier Developments; presente in "Warship International"; op. cit. in bibliografia)

A destra/In basso: Prima parte del piano nave del SMS I (Immagine Schenck P.; German Aircraft Carrier Developments; presente in "Warship International"; op. cit. in bibliografia)


Alcuni confronti con il HMS Argus

Quasi coevo al SMS I fu il HMS Argus britannico, prima portaerei vera e propria al mondo che condivideva con la tedesca similitudini ma anche differenze.

Anzitutto la nave tedesca aveva in progettazione un’isola di comando, quella britannica no, entrambe le portaerei partirono dalla struttura di un transatlantico destinato all'utilizzo in Italia, l’Ausonia per il I e il Conte Rosso per l’Argus.

Il Argus avrebbe imbarcato circa 20 aerei mentre la tedesca aveva una capacità prevista sicuramente più ambiziosa a seconda delle fonti, il Argus era inoltre più lunga e con dislocamento maggiore della tedesca mentre la velocità delle due navi sarebbe stata simile.

A sinistra/In alto: Profilo con mimetica "dazzle" del HMS Argus (Immagine M. Lardas.; World War I seaplane and aircraft carriers; op. cit. in bibliografia)

A destra/In basso: L’HMS Argus negli anni '20 (Foto U.S. Navy Naval History and Heritage Command)


Conclusione

I tedeschi avevano iniziato a lavorare a una portaerei quasi simultaneamente ai loro avversari britannici, con alcune similitudini di progetti, anche se i tedeschi furono più innovativi prevedendo fin da subito l’isola di comando a bordo. La sconfitta nella guerra però impedì al Kaiser di avere la sua portaerei, la quale nemmeno poté fregiarsi di un nome definitivo.


 

Note

1 - Enrico, Principe di Prussia, era il fratello del Kaiser Guglielmo II, servì nella Kaiserliche Marine prima e durante la Grande Guerra

 

2 - Seine Majestat Hilfsschiff, nave ausiliaria di Sua Maestà

 

3 - Seine Majestat Schiff, nave di Sua Maestà, corrispondente al britannico HMS

 

4 - Anche se non è certo che i tedeschi fossero a conoscenza dei piani britannici sul Argus

 

5 - In tedesco Ersatz, ad esempio la cannoniera SMS Jaguar di fine ottocento prese il nome provvisorio di Ersatz Hyaene, la nave che avrebbe rimpiazzato

 

6 - La struttura che sulle portaerei funge da centro di comando e plancia

 

7 - Un approccio che la Kaiserliche Marine iniziò sempre più a sviluppare dopo lo scarso esito strategico della battaglia dello Jutland nel 1916

Fonti

 

Bibliografia

  • A.A.V.V.; Storia della Marina, dalla Prima alla Seconda Guerra Mondiale 1918-1939; Milano; Fabbri Editori; 1978
  • A.A.V.V.; Storia della Marina, Profili, volume secondo; Milano; Fabbri Editori; 1978
  • Dodson A.; The Kaiser’s Battlefleet, German capital ships 1871-1918; Barnsley; Seaforth Publishing; 2016
  • Greger R.; German Seaplane and Aircraft Carriers in Both World Wars; presente in "Warship International, vol.1"; Toledo; Naval Records Club; 1964
  • Gröner E.; Die Deutschen Kriegsschiffe 1815-1945, Band 1: Panzerschiffe, Linienschiffe, Schlachtschiffe, Flugzeugträger, Kreuzer, Kanonenboote; Monaco; Bernard und Graefe Verlag; 1982
  • Herwig H. H.; “Luxury Fleet”: The Imperial German Navy 1888-1918; Londra; The Ashfield Press; 1991
  • Lardas M., World War I seaplane and aircraft carriers, Oxford, Osprey Publishing, 2016
  • Schenck P.; German Aircraft Carrier Developments; presente in "Warship International, vol. 45"; Toledo; International Naval Research Organization

 

Sitografia


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