La difesa delle Indie occidentali olandesi e del Suriname tra il 1940 e 1945

Daniele Notaro

I possedimenti coloniali olandesi più conosciuti sono quelli delle Indie orientali olandesi, territorio oggi occupato dalla Repubblica di Indonesia, che durante la Seconda guerra mondiale furono conquistate dalle forze giapponesi durante una rapida campagna di pochi mesi all’inizio del 1942.

Ma i Paesi Bassi possedevano anche alcuni territori nell’emisfero occidentale, questi erano costituiti da piccole isole nel Mar dei Caraibi e dal Suriname (o Guyana olandese) che occupava il territorio dello stato omonimo presente oggi nella parte settentrionale del Sud America. 

Queste colonie, molto spesse dimenticate nella storiografia della guerra mondiale, furono molto importanti per l’economia bellica degli Alleati grazie alla presenza delle più grandi raffinerie di petrolio al mondo e per le miniere di bauxite essenziali per la produzione di alluminio, metallo base dell'industria aeronautica statunitense.

 

In alto: Foto a colori della cannoniera Hr. Ms. Van Kinsbergen mentre entra nel porto di Willemstad, capitale del Territorio di Curaçao (Foto National Geographic Society)


L’organizzazione coloniale olandese nei Caraibi

Le isole olandesi nei Caraibi, conquistate nel XVII secolo dalla Compagnia delle Indie Occidentali, erano raggruppate dal 1936 nel Gebiedsdeel Curaçao (Territorio di Curaçao) che, nel dopoguerra, prenderà il nome ancor oggi utilizzato di Antille Olandesi. Il Territorio era formato da sei isole di cui le tre maggiori, Aruba, Bonaire e Curaçao, situate a nord del Venezuela, avevano una popolazione di 700.000 abitanti nel 1940 ed erano sede della capitale coloniale, Willemstad, sita sull’isola di Curaçao.

Le altre tre - Sint Maarten, Sint Eustatius e Saba - erano molto più piccole (appena 4.000 abitanti) e venivano chiamate in olandese Bovenwindse Eilanden (Isole Sopravento).

La colonia era molto importante soprattutto per la presenza delle più grandi raffinerie di petrolio al mondo; il greggio, proveniente dal Venezuela, veniva lavorato ad Aruba presso la raffineria della Lago and Oil and Transport Company (parte della Standard Oil Company statunitense), dislocata a Sint Nicolaas, e nello stabilimento della Arend Petroleum Maatschappij (sussidiaria della Royal Dutch Shell Oil Company) collocata a Oranjestad mentre sull’isola di Curaçao era raffinato da un complesso dalla Curacacsche Petroleum Industries Maatschapp, sussidiaria sempre della Shell.

La grande colonia olandese dell'emisfero occidentale era il Suriname, anche conosciuta come Guyana olandese, conquistato dal comandante Abraham Crijnssen nel 1667 durante la Seconda guerra anglo-olandese; nel 1940 il territorio confinava a sud con il Brasile, a est con la Guyana francese e a ovest con la Guyana britannica (oggi Repubblica Cooperativa di Guyana).

La colonia aveva una popolazione di 181.000 abitanti, di cui ben 55.000 residenti nella capitale Paramaribo, ed era molto importante per la presenza di miniere di bauxite gestite dalla Surinaamsche Bauxiet Maatschappij, fondata nel 1916 dalla Aluminum Company of America (Alcoa).

Le colonie disponevano anche di importanti aeroporti, nelle isole i principali vi erano quelli di Hato a Curaçao e il “Campo KLM” ad Aruba mentre le altre isole minori avevano piccoli campi di volo tutti gestiti dalla Koninklijke Luchtvaart Maatschappij - KLM (Compagnia Reale d’Aviazione), ancora oggi compagnia di bandiera dei Paesi Bassi, che assicurava i trasporti fra tutte le isole e verso l’Olanda. In Suriname era presente il solo aeroporto di Zanderij, posto a circa 50 chilometri dalla capitale, gestito dalla Pan American Airways fin dagli anni ‘30.

La popolazione, in entrambe le colonie, si componeva per la maggiore da creoli, anche se in Suriname il 46% era formata da indostani e giavanesi, questi ultimi provenienti dalle colonie olandesi delle Indie orientali; il resto degli abitanti era costituito da cinesi, Maroon (discendenti degli schiavi africani fuggiti dalla prigionia) e nativi. Gli europei, soprattutto olandesi, erano addetti ai compiti amministrativi e ai ruoli di potere in una situazione generalmente accettata dalla popolazione che, diversamente dalle Indie orientali, non disapprovava la dominazione olandese, anzi, soprattutto i creoli avevano un'alta considerazione della Casa Reale olandese la quale, sotto il regno di Guglielmo III, aveva abolito la schiavitù nelle colonie nel 1863.

Entrambi i possedimenti avevano al proprio vertice un governatore, affiancato da un consiglio consultivo formato da cinque persone e da un piccolo parlamento, definito Staten van Suriname (Stati del Suriname) e Staten van Curaçao (Stati di Curaçao), composto da quindici membri di cui cinque nominati dal governatore e dieci eletti dal popolo. Il diritto di voto era molto limitato, meno del 2% della popolazione del Suriname poteva votare mentre nel Territorio di Curaçao la percentuale si alzava fino al 4%.

In particolare il governo del Suriname era retto fin dal 1933 dal poco amato Johannes Coenraad Kielstra che guidò la colonia con metodi autoritari, circondandosi di funzionari governativi olandesi ed eliminando il processo di assimilazione fra le varie etnie, sfruttando in particolare la parte di popolazione asiatica per incrementare la produzione agricola, considerata da Kielstra come il vero traino dell’economia del Suriname. Facendo così si inimicò l'élite creola che, con il tempo, costituì un fronte comune contro il governatore, portando conseguenze durante la guerra mondiale che dopo diventarono il primo germoglio che portò all’indipendenza del paese nel 1975.

A sinistra/In alto: Mappa del Territorio di Curaçao e di Suriname (Mappa Nationaal Archief modificata dall’Autore)

A destra/In basso: Una delle artiglierie costiere di Curaçao, nello specifico la batteria era armata di un cannone 7.5” (190 mm) Mark VI di produzione britannica. (Foto Nationaal Archief - Fotocollectie Anefo)


La difesa delle colonie prima del Secondo conflitto mondiale

Durante i primi decenni del ‘900 le forze olandesi di stanza nelle due colonie erano molto ridotte e avevano solo compiti di ordine interno.

Il Suriname veniva difeso dal solo Troepenmacht in Suriname (TRIS, Truppe in Suriname) fondato nel 1868 per trasformazione del 27e Bataljon (27° Battaglione), di stanza nella colonia dal 1818 (1), che fu scisso in due parti di cui una, il TRIS, rimase in Suriname mentre un’altra fu inviata a Curaçao. Il TRIS venne posto alle dipendenze del Ministerie van Kolonien (Ministero delle Colonie)(2) e poteva contare su 633 uomini suddivisi in due compagnie di fanteria e due batterie d’artiglieria; negli anni successivi, a causa delle diminuzioni delle spese per la difesa, il reparto iniziò ad essere ridotto e nel 1907 era costituito da appena 299 uomini.

Nel Territorio di Curaçao la situazione era leggermente diversa; nel 1929 il rivoluzionario venezuelano Rafael Simón Urbina giunse a Willemstad e assieme ad alcuni giovani connazionali organizzò un colpo di stato per abbattere il governo di Juan Vicente Gómez, presidente e dittatore del Venezuela. Il piano prevedeva anche l’attacco a Fort Amsterdam, fortificazione presente nella capitale della colonia olandese, per catturarne le armi e poi salpare verso il paese sudamericano. L’8 giugno Urbina assieme a 45 uomini e due camion giunse presso il forte e lo attaccò; la guarnigione era composta da appena 35 uomini della Koninklijke Marechaussee (Polizia Militare) i quali, dopo un breve scontro che costò agli olandesi tre morti, si arrese e consegnò la fortificazione al venezuelano che riuscì a catturare anche il governatore della colonia Leonard Albert Fruytier. Nel mentre il resto della sua banda, che in tutto contava circa 150 uomini, effettuò varie azioni nella città attaccando alcune stazioni di polizia.

Urbina attraverso una trattativa con Fruytier riuscì a farsi consegnare quattro mitragliatrici, 200 fucili, 7.000 proiettili, molto denaro dalle casse della colonia e richiese di essere trasportato in Venezuela con il piroscafo statunitense Maracaibo.

Il venezuelano, per evitare colpi di mano da parte degli olandesi, portò in ostaggio sulla nave il governatore, il comandante della polizia militare e tre soldati; quando il piroscafo giunse presso la costa venezuelana la forza rivoluzionaria venne traghettata a riva da piccole imbarcazioni e il vapore poté fare ritorno a Curaçao assieme agli ostaggi.

Il grave fatto fu di estremo imbarazzo per il Governo olandese anche perché Gómez, dopo aver represso la rivolta di Urbina, accusò direttamente gli olandesi di connivenza coi ribelli.

Di tutta risposta il Governo dell’Aja, dopo aver obbligato Fruytier a dimettersi, inviò nella colonia, come guarnigione permanente a Curaçao e Aruba, un distaccamento del Korps Mariniers (3) oltre al cacciatorpediniere Hr. Ms. Kortenaer e la corazzata costiera Hr. Ms. Hertog Hendrik (4)

Già durante l’attacco di Urbina un considerevole gruppo di civili armati si erano messi a disposizione dell’amministrazione olandese così il 23 giugno venne costituito il Vrijwilligers Korps Curaçao, VKC (Corpo Volontari di Curaçao) formato inizialmente da 300-400 uomini con compiti di difesa dell’isola da un’ eventuale invasione; lo stesso reparto nacque anche sull’isola di Aruba come Vrijwilligers Korps Aruba (VKA) ed entrambi (5), assieme alla polizia e ai marines, furono l’unica forza militare presente sulle isole fino alla Seconda guerra mondiale.

A sinistra/In alto: La corazzata costiera Hr. Ms. Hertog Hendrik fotografata all'arrivo sull'isola di Curaçao negli anni '30 (Foto Leiden University Libraries)

A destra/In basso: Un distaccamento del Korps Mariniers, agli ordini del sottotenente PJ van Gijn (a sinistra), radunato nella caserma di Oostplein (Amsterdam) poco prima della partenza per Curaçao nel giugno 1929 dopo l'attacco del rivoluzionario venezuelano Rafael Simón Urbina (Foto NIMH - Fotoafdrukken Koninklijke Marine)


Il Territorio di Curaçao durante la guerra mondiale

Nella colonia a seguito dello scoppio del conflitto in Europa nel 1939, venne mobilitata la Schutterij (Milizia) che da subito vide l’introduzione della coscrizione obbligatoria dei cittadini maschi tra i 18 e i 20 anni; vista l’importanza delle raffinerie il governo olandese inviò sulle isole 250 uomini del Korps Mariniers, la cannoniera Hr. Ms. Van Kinsbergen, il sommergibile O15 e un aereo Fokker F.XVIII armato con tre mitragliatrici e bombe da 8 chilogrammi per la lotta ai sommergibili.

Fino al giorno dell’attacco tedesco ai Paesi Bassi la difesa delle isole fu assegnata solo a queste forze e ai Vrijwilligers Korps di Aruba e Curaçao ma, dopo il 10 maggio 1940, anche gli Alleati iniziarono a inviare truppe per difendere queste importanti località.

Il 10 maggio le forze olandesi catturarono sette mercantili tedeschi sugli otto presenti nei porti della colonia e già l’11 maggio giunsero 150 marinai francesi, trasportati dall’incrociatore Primauguet, ad Aruba dalla colonia francese di Martinica per difendere le raffinerie, mentre due giorni dopo sbarcarono a Curaçao elementi del 2nd Battalion King’s Shropshire Light Infantry.

Le truppe francesi, dopo la caduta della Francia nel giugno 1940, si ritirarono da Aruba il 6 luglio e furono sostituite da 120 soldati britannici a loro volta rinforzati il 3 settembre da 520 scozzesi del 4th Battalion Queen's Own Cameron Highlanders, comandati dal tenente colonnello Colin Muir Barber che mantenne la guida del reparto fino al febbraio 1941 quando venne sostituito dal parigrado I. E. Begg.

Dal dicembre 1940 la Schutterij vide un incremento grazie a nuove chiamate alle armi ma, le buone possibilità di guadagno nelle varie industrie delle isole e il razzismo nei confronti delle popolazioni non bianche, portarono a un considerevole numero di renitenti; in ogni caso la Milizia riuscì a raggiungere una forza di 3.000 uomini. I coscritti, dopo l’arruolamento, venivano addestrati a Curaçao dai marines olandesi e dalla polizia militare per poi essere inviati nelle varie isole; la maggior parte di essi venne spedita ad Aruba per proteggere la raffineria della Arend Petroleum Maatschappij e a Curaçao mentre a Bonaire e Sint Maarten furono destinati pochi uomini.

Queste ultime due isole non ebbero mai una grossa importanza, Bonaire venne utilizzata come luogo di internamento per cittadini tedeschi e membri del Nationaal-Socialistische Beweging, NSB (Movimento Nazional-Socialista olandese); i reparti militari sull’isola erano pochi e suddivisi tra polizia, marines e coscritti i quali controllavano il piccolo aeroporto e il campo di prigionia mentre la prima vera caserma, denominata Caserma Brion, venne istituita solo nel 1944 convertendo un vecchio edificio scolastico.

Delle Isole Sopravento solo Sint Maarten aveva un minimo di importanza perché suddivisa tra olandesi e francesi, quest’ultimi, dopo la resa nel giugno 1940, passarono al neocostituito stato di Vichy ma i rapporti tra le due entità rimasero sempre cordiali e praticamente nessuna limitazione venne imposta da ambo le parti; queste piccole isole ebbero solo problemi di approvvigionamento durante la fase più intensa della guerra ai sommergibili dell’Asse, ma dal punto di vista militare non vennero mai considerate importanti.

Aruba e Curaçao furono invece giudicate di particolare importanza strategica anche dagli Stati Uniti che, secondo il piano di operazione del War Department denominato "Rainbow No.5" approvato nell’agosto 1941, in caso di conflitto includeva le due isole all’interno della Caribbean Defense Command Area, sostituendo i reparti britannici ivi dislocati.

L’8 dicembre gli Stati Uniti entrarono nel conflitto e già il giorno 12 vennero costituiti due corpi di spedizione, addestrati presso Camp Shelby (Stato del Mississippi), destinati alle isole olandesi; la Force 1280, anche detta Aruba Force, era formata da 840 uomini e si componeva di un comando, della Company C e un plotone mitraglieri del 166th Infantry Regiment, della Battery A del 252nd Coastal Artillery (TD) Regiment (6) e da alcuni reparti del 213th Coastal Artillery (AA) Regiment mentre la Force 1291 (Curaçao Force) era costituita da circa 1.500 uomini di cui le Companies A, B, D del 166th Infantry, dalla Battery H del 213th C.A. (AA), da un plotone di fotoelettriche del reggimento e dall’Airways Detachment A assegnato all’aeroporto di Hato.

Questi due distaccamenti vennero preceduti dall’arrivo di bombardieri A-20 Havoc del 59th Bombardment Squadron (Light) da impiegare nella lotta ai sommergibili mentre i due aeroporti delle isole vennero subito migliorati e ampliati dagli statunitensi per l’utilizzo militare, soprattutto quello di Aruba, pesantemente modificato e ribattezzato Dakota Field.

Le due Force partirono dal porto di New Orleans il 6 febbraio e giunsero sulle isole il giorno 11 sostituendo la guarnigione britannica che lasciò le isole il giorno successivo.
Gli statunitensi da subito iniziarono a organizzare le difese attorno alle raffinerie e agli aeroporti quando vennero avvisati dal quartier generale del Caribbean Defense Command della presenza di un gran numero di sommergibili tedeschi nelle acque dei Caraibi e di possibili attacchi al traffico marittimo.

Le informazioni del quartier generale erano corrette, nel Mar dei Caraibi erano stati inviati cinque U-boot Tipo IX (U-67, U-129, U-156, U-161 e U-502) appartenenti al Gruppo Neuland supportati da altri cinque sommergibili italiani (R.Smg Leonardo Da Vinci, R.Smg Giuseppe Finzi, R.Smg Marcello Morosini, R.Smg Enrico Tazzoli e R.Smg Luigi Torelli) che avrebbero dovuto colpire il traffico di bauxite e petrolio verso gli Stati Uniti e, tra gli obiettivi della missione, vi era anche il bombardamento delle raffinerie olandesi.

L’attacco tedesco non si fece certo attendere; l’U-156, comandato dal tenente di vascello Werner Hartenstein, partito da Lorient il 19 gennaio, giunse presso il porto di Sint Nicolaas (Aruba) la sera del 13 febbraio rimanendo stanziato a quota periscopio per tutto il giorno 14 e 15, studiando bene l’attività delle petroliere Alleate e la raffineria di Oranjestad che era pienamente a vista dell’equipaggio tedesco poiché illuminata anche di notte.

All’1:00 del 16 il sommergibile emerse e poco dopo lanciò due siluri in direzione del porto colpendo le petroliere Pedernales e Oranjestad (7) per poi avvicinarsi verso la raffineria in modo da poterla bombardare con il cannone da 105 mm ma, probabilmente per la fretta e la frenesia, i due serventi tedeschi si dimenticarono di rimuovere il tappo dal pezzo che esplose uccidendo uno dei due artiglieri. Dopo il duro colpo l’u-boot continuò nell’attacco sparando con il cannone da 37 mm, danneggiando leggermente alcuni edifici, e lanciando tre siluri contro la petroliera Arkansas che venne colpita solo da uno di questi mentre gli altri due non centrarono il bersaglio. Uno si arenò su una spiaggia dell’isola e, durante il tentativo di disinnesco effettuato il 17 febbraio, esplose uccidendo quattro marines olandesi.

Gli attacchi dei sommergibili dell’Asse divennero un enorme problema per le isole olandesi perché il traffico marittimo venne praticamente bloccato con gli stessi equipaggi delle navi mercantili che si rifiutavano di partire senza una scorta adeguata.

Sulle isole la Koninklijke Marine (Marina Reale) disponeva solo della cannoniera già citata, del posamine Hr. Ms. Jan van Brokel (giunto ad aprile), di qualche baleniera armata oltre ad alcune motosiluranti classe TM 22 e due cacciasommergibili (8).

Il Gruppo Neuland e i sommergibili italiani affondarono un totale di 39 navi (212.000 tonnellate) in pochi mesi ma gli attacchi dei battelli nemici non si fermarono e anzi il 19 aprile, alle 2:15, l’U-130 tentò di bombardare alcuni depositi di carburante sull’isola di Curaçao ma dovette ritirarsi dopo aver sparato cinque colpi a vuoto per la pronta reazione di una batteria da 120 mm gestita da soldati del Koninklijk Nederlandsch-Indisch Leger (KNIL, Esercito delle Indie Orientali Olandesi).

Con le prime azioni belliche i comandi statunitensi richiesero un rafforzamento delle difese delle due isole e anche il comandante del Caribbean Sea Frontier, ammiraglio John H. Hoover, dichiarò di essere preoccupato per il pessimo stato delle difese di Aruba e Curaçao, ma il Trinidad Sector, da cui dipendevano le unità americane sulle due isole, si rifiutò di inviare ulteriori rinforzi.

Per ovviare alle deficienze del Trinidad Sector, il retroammiraglio Jesse Oldendorf fu nominato  Commander All Forces Aruba Curaçao (CAFAC, Comandante di tutte le forze ad Aruba e Curaçao) e questo diede nuovo impulso all’importanza delle due isole; per prima cosa venne richiesto l’invio di due batterie equipaggiate con cannoni da 90 mm AMTB (9) in modo da aver a disposizione artiglierie più moderne rispetto ai lenti cannoni da 155 mm M1918 GPF che equipaggiavano le batterie costiere statunitensi sulle isole. 

Le due batterie vennero assegnate al 58th C.A. (TD), di stanza in Venezuela, e raggiunsero Aruba e Curaçao nel marzo 1943 ma già a maggio furono rese indipendenti e assunsero la denominazione di 814th C.A. Battery (AMTB) Separate, di stanza ad Aruba, e 815th C.A. Battery (AMTB) Separate a Curaçao.

Durante tutto il 1942 le isole furono assediate dai sommergibili nemici e molto scalpore fece il siluramento - e il successivo affondamento nel porto di Willemstad - della cannoniera USS Erie (PG-50) il 12 novembre mentre scortava un convoglio.

Per la lotta ai sommergibili giunsero nuovi reparti dell’United States Army Air Forces (USAAF), a settembre 1942 arrivarono elementi del 22nd Fighter Squadron, equipaggiati con caccia P-39 Airacobra, mentre ad ottobre venne schierato ad Aruba la maggior parte del 12th Bombardment Squadron (Medium) dotato di bombardieri B-18 Bolo.

Il 22nd Fighter Squadron venne sostituito nel marzo/aprile 1943 dal 32nd Fighter Squadron, che rimase sulle isole olandesi circa un anno; i reparti statunitensi erano anche supportati da formazioni da bombardamento e osservazione dell’US Navy.

Il rafforzamento sulle isole interessò anche i reparti di fanteria, a fine febbraio 1943 giunse ad Aruba il 1st Battalion del 33rd Infantry Regiment permettendo così al 1st Battalion del 166th Infantry di schierarsi interamente a Curaçao cambiando anche denominazione in 3rd Battalion del 33rd Infantry nel giugno dello stesso anno. Quest’ultimo reparto venne reso indipendente a settembre, assumendo il nome di 207th Infantry Battalion (Separate) e rimanendo sull’isola fino a novembre quando fu sostituito dal 2nd Battalion del 295th Infantry Regiment, appartenente all’esercito portoricano, e inviato sull’isola di Trinidad; stessa cosa valse per il 1st Battalion che fu rimpiazzato dal 3rd Battalion del reggimento sopra citato.

Alla fine del 1943 la guerra per gli Alleati stava volgendo al meglio e questo portò anche a un minor numero di attacchi di u-boote tanto è vero che già a settembre gli statunitensi consideravano il settore sicuro dagli attacchi dei sommergibili; tutto ciò convinse gli americani a trasferire parte delle forze schierate sulle due isole olandesi in altri settori più importanti, di solito Panama o Trinidad, mentre gli stessi olandesi ebbero l’idea di costituire un distaccamento di fanteria con uomini del Schutterij da inviare in Europa per combattere al fianco degli Alleati durante la futura liberazione della patria, ma grazie a una grande protesta dei familiari e degli stessi soldati, nessun soldato venne spedito nel Vecchio Mondo.  

Il 23 febbraio i reparti del  32nd Fighter Squadron abbandonarono gli aeroporti Hato e Dakota, mentre a giugno il 12th Bombardment Squadron (Medium) fu sciolto e, nello stesso mese, le batterie del 252nd C.A. (TD) vennero sostituite da elementi del 253rd C.A. (TD) della Puerto Rico National Guard.

A luglio anche il 3rd Battalion del 295th Infantry Regiment, rinominato 209th Infantry Battalion (Separate) poco prima della partenza, fu ritirato così come tutti i reparti contraerei leggeri trasferiti a Trinidad e Panama; le poche forze statunitensi rimaste sull’isola continuarono ad operare fino al maggio del 1945 quando, con la fine del conflitto in Europa, tutte le artiglierie costiere vennero trasferite e i reparti rimasti dell’US Army e dell’US Navy rientrarono in patria entro la fine dell’estate.
Sulle isole rimasero fino al febbraio 1947 soltanto una piccola missione e i reparti addetti agli aeroporti .

A sinistra/In alto: Parata di un reparto del Vrijwilligers Korps Curaçao. L’armamento è formato da mitra Thompson in .45 ACP (11.43 x 23 mm) e da fucili M1941 Johnson calibro .30-06 (7,62 x 63 mm). (Foto Nationaal Archief - Fotocollectie Anefo)

A destra/In basso: La cannoniera USS Erie (PG-50) fotografata in navigazione nel 1938. La nave venne silurata il 10 novembre 1942 dall’U-163 nei pressi dell’isola di Curaçao e, gravemente danneggiata, fu arenata nelle acque basse dove continuò a bruciare per giorni. Infine venne trainata nel porto di Willemstad il 28 novembre affondando il 5 dicembre (Foto US Navy)


Il Suriname durante la Seconda guerra mondiale

Con lo scoppio del conflitto in Europa nel 1939 le autorità olandesi nella colonia costituirono la Schutterij che, diversamente dalle isole, era composta inizialmente da soli volontari; nello stesso periodo il governatore Kielstra tentò di richiedere altre truppe direttamente al Governo dell’Aja il quale si limitò ad inviare una batteria costiera e 200 soldati del KNIL.

Con l’invasione tedesca dei Paesi Bassi nel maggio 1940 la prima azione degli olandesi fu quella di internare le persone considerate “nemiche” dello stato, ossia i cittadini tedeschi, esponenti anti coloniali e militanti di sinistra per un totale di 162 tra uomini, donne e bambini che furono catturati direttamente dalle loro case la mattina del 10 maggio.

Nel porto di Paramaribo era ancorata la nave cargo tedesca Goslar (10), rifugiatasi nella colonia olandese allo scoppio della guerra e il cui equipaggio, dopo aver autoaffondato la nave, fu catturato e internato assieme agli altri nel vecchio monastero di Copieweg sito a venti chilometri dalla capitale.

Dopo la caduta della Francia nel giugno del 1940 la Guyana francese aderì al governo di Vichy mentre a sud, la presenza dell’ “ingombrante” Brasile - considerato filo tedesco - rese la situazione della piccola colonia olandese critica; a ciò si aggiunse il timore del governatore riguardo a una eventuale ingerenza statunitense nella difesa del territorio olandese. Quest’ultimo punto venne discusso da Kielstra con il Ministro delle colonie Charles Welter durante la sua visita in Suriname nel giugno 1941; il ministro si recò poi negli Stati Uniti per un colloquio con l’ammiraglio Harold Raynsford Stark (Chief of Naval Operations) chiedendo armamenti per rafforzare le difese olandesi in modo da respingere un’eventuale attacco proveniente dalla Guyana francese; l’ammiraglio statunitense, di tutta risposta, inviò una missione militare in Suriname mentre il presidente degli Stati Uniti F. D. Roosevelt scrisse direttamente alla regina Guglielmina offrendo 3.000 uomini per la difesa del Suriname.

Le truppe statunitensi, formate da circa 1.000 uomini del 1st Battalion/33rd Infantry al comando del colonello Parley D. Parkinson, giunsero in Suriname a fine novembre e per prima cosa, assieme al personale della Pan American Airways, ampliarono e trasformarono l’aeroporto di Zanderij (denominato dagli americani Zandery Field) nel più grande aeroporto militare del Sud America stanziandovi dal 3 dicembre il 99th Bombardment Squadron (Heavy), dotato di bombardieri B-18 Bolo.

Gli olandesi, per rispondere all’onta disonorevole di essere difesi da militari di un'altra nazione, nell’aprile 1942 costituirono un comando territoriale agli ordini del colonnello Johan K. Meijer, ufficiale del KNIL, e introdussero la coscrizione obbligatoria nel Schutterij con l’obiettivo di addestrare almeno tre battaglioni di fanteria, di cui due sarebbero stati inviati in Australia per combattere al fianco degli Alleati contro i giapponesi.

Gli statunitensi furono assegnati alla difesa delle miniere e dell’aeroporto mentre gli olandesi proteggevano i confini, la costa e controllavano i corsi d’acqua interni oltre che presidiare le aree remote presso la Guyana francese e il Brasile in cerca di spie (11).

La coscrizione, limitata inizialmente ai soli creoli e poi allargata anche agli asiatici nel 1943, fu però un parziale fiasco, il numero dei renitenti toccò tassi del 30% ma in ogni caso vennero arruolati tra i 3 e 5.000 uomini a cui si aggiunsero circa 150 olandesi, provenienti da Canada e Inghilterra, appartenenti alla Princess Irene Brigade(12), creando anche qualche problema a causa del loro razzismo nei confronti di creoli e asiatici.

La Schutterij venne munita anche di un corpo ausiliario femminile, formato da 300 donne, che, dopo un addestramento all’uso delle armi, fu destinato a compiti di sussistenza; questo reparto,  particolarmente apprezzato per la disciplina delle militari, contribuì all’emancipazione delle donne della colonia.

Alla fine del 1942 il governatore riuscì a farsi consegnare materiale bellico statunitense destinato alle Indie orientali ma mai giunto a causa della conquista giapponese della colonia, tra questi equipaggiamenti vi erano anche 89 carri armati Marmon-Herrington del tipo CTLS-4TAC, CTMS-ITB1 e MTLS-1GI4 (13); tutti, ad eccezione di 16 inviati ad Aruba e Curaçao, raggiunsero il Suriname e furono utilizzati solo per alcune esercitazioni da personale olandese prima di essere ritirati nel 1945 (14).

Nel mentre il numero di personale statunitense aumentò fino a 2.025 uomini alla fine del 1943 e l’aeroporto, oltre che essere un importante scalo per gli aerei dell’USAAF destinati all’Europa, divenne sede per qualche mese di parte del 23rd Antisubmarine Squadron (Heavy), equipaggiato con bombardieri B-25 Mitchell, del 35th Bombardment Squadron (Heavy) - bombardieri B-18 Bolo - e del già citato 22nd Fighter Squadron.

Con l'inizio della guerra la situazione politica della colonia non migliorò e lo stesso colonnello Meijer attribuiva il gran numero di renitenti e la “resistenza” della popolazione locale al pessimo governo di Kielstra così tentò di scavalcare il governatore inviando alcune lettere di protesta direttamente alla regina Guglielmina la quale però passò la problematica in mano al Ministro delle colonie che semplicemente trasferì Meijer in Australia sostituendolo con il parigrado Van Oosten.

Tutto ciò aumentò l’insoddisfazione della popolazione surinamese che iniziò a protestare a gran voce contro il governatore mentre un membro degli Stati di Suriname, Wim Bos Verschuur, tentò nuovamente di contattare la regina per cacciare Kielstra e di tutta risposta venne arrestato e internato senza processo dal governatore; questo portò a una dura risposta di otto membri degli Stati che scelsero di dimettersi e si rivolsero nuovamente alla Corona. Solo nel dicembre 1943 il governatore fu trasferito in Messico come ambasciatore e sostituito da Johannes Cornelis Brons.

Sul fronte militare la situazione era ormai molto tranquilla visto che la guerra per gli Alleati volgeva al meglio;  alcuni surinamesi tentarono l’arruolamento nella Princess Irene Brigade ma a causa di motivazioni razziali (15) solo quindici furono accettati e combatterono in Europa mentre 450 volontari, tra surinamesi e antillani, vennero trasferiti in Australia, presso Camp Victory (detto anche Camp Casino) nel Nuovo Galles del Sud, venendo addestrati e preparati per la futura liberazione delle Indie orientali olandesi. I volontari, facenti parte del 1ste Bataljon Infanterie KNIL (1° Battaglione di Fanteria KNIL), presero parte ai combattimenti in Borneo e Nuova Guinea contro i giapponesi e poi alla Guerra d’indipendenza indonesiana.

Dopo lo schieramento di Brasile e Guyana francese al fianco delle potenze Alleate e l’avvicinarsi della vittoria di queste ultime in Europa il Suriname era ormai fuori pericolo e le forze statunitensi iniziarono a lasciare il paese venendo sostituiti da militari portoricani; la guarnigione porto-americana, ridotta pian piano, rimase nella colonia fino al 22 ottobre 1947, giorno della consegna dell’aeroporto di Zanderij al Governo olandese.

A sinistra/In alto: Mitraglieri olandesi, probabilmente di un reparto del KNIL, in addestramento con una mitragliatrice Hotchkiss Mle 1914. (Foto Nationaal Archief - Fotocollectie Anefo)

A destra/In basso: Un reparto statunitense, di stanza a Paramaribo (Suriname), in presentat-arm durante una celebrazione (Foto Nationaal Archief - Fotocollectie Anefo)


Conclusione

L’importanza delle due colonie può essere riassunta con le parole del Primo ministro olandese Pieter Sjoerds Gerbrandy che, nel novembre 1941, dichiarò a Radio Oranje (programma radiofonico del governo in esilio olandese) “[...]De oorlog zal worden gewonnen op golven olie en met vrachten bauxiet[...]” (16) (La guerra sarà vinta con ondate di petrolio e carichi di bauxite).

Questa frase, ovviamente da contestualizzare all’interno della propaganda bellica del tempo, non si allontana molto dalla realtà e fa capire il perché dello sforzo Alleato per difendere questi territori così lontani dai principali fronti.

Partendo dalla produzione di benzina ad Aruba e Curaçao, nel 1941 l’80% della benzina avio usata dagli Alleati proveniva dalle due isole e dal 1943, in preparazione per la futura invasione della Fortezza Europa, un grande convoglio di petroliere partiva dalla colonia olandese ogni tre settimane con obiettivo l’Inghilterra.

Gli Stati Uniti dopo lo scoppio del conflitto in Europa nel 1939 ricevevano dal Suriname dal 60 all’80% della bauxite utilizzata dall’industria tanto da obbligare la costruzione di un complesso nel febbraio 1941, operante 24 ore su 24, presso Paranam. L’estrazione in Suriname raggiunse il suo picco nel 1943 ma già dal 1942 l’Alcoa scoprì nuovi giacimenti in Arkansas e quindi, dopo il picco, l’industria mineraria della colonia ebbe un tracollo e la maggior parte degli operai vennero trasferiti ad Aruba o Curaçao per lavorare nelle raffinerie.

Tutto questo può portare alla conclusione che il maggior sforzo olandese alla causa Alleata durante il Secondo conflitto mondiale sia stato proprio quello di queste colonie, soprattutto da parte dei moltissimi lavoratori addetti alle industrie petrolifere e minerarie.

Per ultimo va ricordato anche il sacrificio di sangue delle popolazioni delle colonie pagato soprattutto dai caduti della Marina Mercantile e militare che ebbero tra le loro file centinaia di volontari surinamesi e antillani impiegati come artiglieri sulle navi costantemente bersagliate dai sommergibili dell’Asse.


Note

1 - Il battaglione nacque per l’unione nel 1821 del 27e e 28e Bataljon West-Indische Jagers (27° e 28° battaglioni Cacciatori delle Indie Occidentali) stanziati nella colonia nel 1814 inizialmente con il nome di 10e e 11e Bataljon, modificato poi nel 1818.

 

2 - Il Ministero delle Colonie aveva alle sue dipendenza anche il Koninklijk Nederlandsch-Indisch Leger - KNIL - (Esercito delle Indie Orientali Olandesi) stanziato nelle Indie Orientali, territorio oggi occupato dalla Repubblica di Indonesia

 

3 - Reparto della Koninklijke Marine fondato nel 1665 come Regiment de Marine (Reggimento di Marina). Durante la Seconda guerra mondiale i suoi marines combatterono coraggiosamente sia durante la battaglia di Rotterdam, ricevendo l'appellativo di “Diavoli Neri” dai tedeschi, sia nelle Indie orientali olandesi contro i giapponesi. Oggi il reparto, organizzato su due battaglioni, una compagnia ad Aruba e altre unità, è specializzato in sbarchi anfibi e operazioni speciali.

 

4 - Il cacciatorpediniere Hr. Ms. Kortenaer venne trasferito nelle Indie orientali poco dopo e affondò nel febbraio 1942 durante la battaglia del Mar di Giava mentre la corazzata costiera Hr. Ms. Hertog Hendrik ritornò nei Paesi Bassi e fu trasformata in batteria galleggiante nel 1939 per poi essere catturata dalla Kriegsmarine l’anno successivo.

 

5 - Entrambi i Vrijwilligers Korps ad Aruba e Curaçao esistono ancora oggi e sono stati fondati, nel dopoguerra, anche sull’isola di Bonaire e Sint Maarten. 

 

6 - I Coastal Artillery Regiment dell’US Army facevano parte del Coastal Artillery Corps (CAC) fondato nel 1901 e sciolto nel 1950. I reggimenti appartenevano a varie categorie, inserite tra parentesi nella denominazione dell’unità. Nell’articolo vengono citati reggimenti TD, ossia Tractor Drawn (trainati da trattori) e AA, Anti-Aircraft (contraerei).

 

7 - La Oranjestad, costruita dalla Harland & Wolff nel 1927, era di proprietà della Esso e affondò nell’attacco con la perdita di 13 membri dell’equipaggio mentre la Pedernales, sempre della Esso e costruita dai Cantieri Riuniti dell’Adriatico nel 1938, venne duramente danneggiata (con sei morti tra l’equipaggio) ma fu trasportata a Baltimora dove venne riparata e rimase in servizio fino al 1959.

 

8 - Le motosiluranti TM 22 furono prodotte dalla Canadian Power Boat di Montreal (Canada) e assemblate direttamente a Curaçao mentre i due cacciasommergibili, originariamente destinati alle Indie Orientali, furono costruiti dalla Higgins Yard di New Orleans (USA)

 

9 - Anti-Motor Torpedo Boat. Ogni batteria AMTB era dotata di quattro cannoni da 90 mm M1 e due cannoni antiaerei da 37 o 40 mm

 

10 - La nave fu varata nel 1929 dai cantieri Blohm & Voss (Amburgo) ed era di proprietà della Norddeutscher Lloyd. Per evitare la cattura da parte degli olandesi l’equipaggio tedesco autoaffondò il mercantile il cui relitto è ancora visibile presso un’ansa del fiume Suriname presso la capitale Paramaribo. 

 

11 - Il 3 aprile 1943 venne costituita la Stads en Landwachten (Guardia di città e campagna), già presente nelle Indie orientali, che, oltre a compiti di ordine pubblico, aveva l’obiettivo di pattugliare le aree remote della colonia alla ricerca di spie.

 

12 - La Princess Irene Brigade venne costituita in Gran Bretagna l’11 gennaio 1941 inizialmente con il nome di Koninklijke Nederlandse Brigade (Brigata Reale Olandese), modificato ad agosto in Koninklijke Nederlandse Brigade Prinses Irene (Brigata Reale Olandese Principessa Irene) e arruolò uomini olandesi residenti in Gran Bretagna, Canada, Stati Uniti, Sudafrica e Irlanda del Nord.
Conosciuta in lingua inglese come Princess Irene Brigade venne trasferita ad agosto 1944 in Normandia, con una forza di circa 1.200 uomini, ed assegnata alla 6th Airborne Division del British Army. Il reparto fu poi trasferito alla 2nd Army, che aveva come obiettivo la liberazione dei Paesi Bassi, continuò ad operare con essa prima in Belgio e poi in Olanda giungendo a L’Aja l’8 maggio. La brigata fu sciolta ufficialmente il 24 dicembre 1945. 

 

13 - Il carro armato Marmon Herrington nella versione Combat Tank Light Series 4TAC (CTLS-4TAC) era armato con solo due mitragliatrici Browning calibro 7,62 di cui una posta in una torretta sita nella parte destra del veicolo. La versione Combat Tank Medium Series ITB1 (CTMS-ITB1), pesante 11 tonnellate, era più grande del modello leggero ed era equipaggiata con una torretta armata di un cannone da 37 mm della American Armament Corporation (AAC) e tre mitragliatrici Colt calibro 7,62 di cui una coassiale. Infine vi era la versione MTLS-1GI4, una variante ingrandita del CTMS-ITB1 prodotta proprio su richiesta degli olandesi; le differenze dal modello precedente erano la presenza di due cannoni da 37 mm in torretta e fino a sette mitragliatrici calibro 7,62 mm oltre ad un peso di 22 tonnellate che causò grossi problemi al mezzo, nato in origine per sopportare appena 11.

 

14 - I carri armati Marmon Herrington presenti in Suriname, dopo essere stati ritirati nel 1945, ritornarono in servizio per equipaggiare un reparto di cavalleria nel 1947 ma su 73 carri armati disponibili ben pochi erano ancora in grado di operare. Il reparto, munito di soli 10 carri nel 1954, fu sciolto nel 1957.

 

15 - Nel 1941 Hugo Pos (1913-2000), avvocato ebreo originario del Suriname ma residente nei Paesi Bassi, dopo essere fuggito dall’Europa nel 1940 ritornò nella colonia e l’anno successivo entrò in contatto con l’ufficio arruolamento della Princess Irene Brigade sito in Canada. In poco tempo arruolò tra i 400 e 500 volontari surinamesi, perlopiù creoli, che però furono rifiutati dal Ministro della guerra Hendrik van Boeijen perché avrebbero potuto offendere i volontari bianchi provenienti dal Sudafrica.

Anche il Primo ministro Pieter Sjoerds Gerbrandy, durante il consiglio dei ministri del 1° luglio 1944, affermò che “non voleva piccoli neri nella Brigata”. 

 

16 - Van der Horst L., Wereldoorlog in de West. Suriname, de Nederlandse Antillen en Aruba 1940-1945, op. cit., p. 27

Fonti

 

Bibliografia

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  • Buddingh H., A history of Suriname, Leiden, Sidestone Press, 2022
  • Gaines W.C., The United States Coast Artillery Command on Aruba and Curaçao in World War II tratto da “The Coast Defense Study Group Journal”, Volume 11, Issue 2, Peoria (Illinois), CDSG Publisher, maggio 1992
  • Goslina C.C., A short history of Netherlands Antilles and Suriname,  L’Aja, Martinus Nijhoff Publishers, 1979
  • Hartog J., Curaçao, From colonial dependence to autonomy, Aruba, De Wit inc, 1968
  • Id., Aruba. Past and present. From the time of the indian until today, Aruba, De Wit inc, 1961
  • Id., De Bovenwindse eilanden. Sint Maarten - Saba - Sint Eustatius. Eens gouden rots nu zilveren dollars, Aruba, De Wit inc, 1964
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  • Van der Horst L., Wereldoorlog in de West. Suriname, de Nederlandse Antillen en Aruba 1940-1945, Hilversum, Uitgeverij Verloren, 2004
  • s.a., Historical records of the Queen’s Own Cameron Highlanders 1932-1948, Londra, William Blackwood and Sons Ltd., 1952

 

Quotidiani

  • Amigoe di Curaçao, numeri vari
  • De Surinamer: nieuws en advertentieblad, numeri vari

 

Documenti

  • U.S. Air Force historical story Nr.63, Acquisition of air bases in Latin America. June 1939 - June 1943, Alabama, USAF Historical Division
  • War Department, Operation Plan Rainbow No.5, 1941

 

Sitografia


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