Il Programma “Orso Bruno”: la compensazione del debito russo in armamenti verso la Repubblica di Corea
Arturo Giusti 

I rapporti della Corea del Sud con la Russia

Gli scambi diplomatici tra la Russia e la Corea ebbero inizio negli ultimi decenni del XIX secolo, quando i rapporti si svilupparono tra l'Impero Russo e il Regno di Chosŏn. Lo zar Nicola II intrattenne buone relazioni diplomatiche con la corte coreana, ottenendo il permesso di aprire una legazione dell'Impero Russo a Hansŏng, l'antico nome dell'attuale capitale, Seul. I rapporti tra Russia e Corea assunsero fin dall'inizio anche una funzione anti giapponese, poiché l'Impero del Giappone, a partire dalla fine del XIX secolo, iniziò ad accrescere progressivamente la propria presenza e influenza nella penisola coreana.

L'alleanza con l'Impero Russo aveva lo scopo di proteggere la monarchia coreana dall'espansionismo giapponese dopo la vittoria del Giappone sulla Cina durante la Prima guerra sino giapponese (1894-1895). Nell'ottobre 1895, agenti giapponesi fecero irruzione nel palazzo reale di Hansŏng e assassinarono la regina Min, meglio conosciuta con il suo titolo postumo di Imperatrice Myŏngsŏng, principale sostenitrice dell'avvicinamento diplomatico alla Russia.

Il sovrano coreano Kojong fu costretto a rifugiarsi presso la legazione russa, dove rimase per diversi mesi. Successivamente, nel 1897, proclamò l'Impero Coreano nel tentativo di preservare un certo margine di autonomia di fronte alla crescente pressione politica e diplomatica esercitata dal Giappone.

Va tuttavia sottolineato che l'interesse dimostrato dallo zar nei confronti della Corea non era dettato esclusivamente da motivazioni di amicizia o cooperazione. Tra gli obiettivi strategici dell'Impero Russo figurava infatti anche l'eventuale annessione della penisola coreana alla propria sfera di controllo.

Le relazioni tra i due Paesi si conclusero nel 1905 con la sconfitta della Russia nella Guerra russo-giapponese (1904-1905). Divenuta prima protettorato giapponese e successivamente, nel 1910, colonia dell'Impero del Giappone, la penisola coreana perse la propria indipendenza fino al 1945. Nell'agosto 1945 l'Unione Sovietica liberò la parte settentrionale della penisola, mentre nel settembre dello stesso anno gli Stati Uniti quella meridionale.

Dopo un periodo di amministrazione militare e di fallimentari tentativi di riunificazione tra le due zone della Corea, il 15 agosto 1948 venne ufficialmente fondata la Repubblica di Corea nei territori amministrati dagli Stati Uniti dal 1945, con Syngman Rhee quale primo presidente.

Poco meno di un mese dopo, l'8 settembre 1948, venne proclamata la Repubblica Popolare Democratica di Corea (RPDC) nei territori amministrati dall'Unione Sovietica, con Kim Il-sung quale primo capo dello Stato.

Il 25 giugno 1950 l'Esercito Popolare Coreano, forza armata della RPDC, invase la Corea del Sud nel tentativo di riunificare l'intera penisola sotto il controllo di P'yŏngyang. La guerra terminò il 27 luglio 1953 e, per diversi decenni, i rapporti tra la Corea del Sud e l'Unione Sovietica rimasero esclusivamente ostili.

Soltanto alla fine degli anni Ottanta l'Unione Sovietica e la Repubblica di Corea iniziarono ad avviare prudenti contatti diplomatici, favoriti anche dai Giochi Olimpici di Seul del 1988. La Corea del Sud necessitava di materie prime, quali acciaio, combustibili fossili e legname, largamente disponibili nell'Unione Sovietica. Parallelamente, Seul intendeva superare il proprio relativo isolamento economico iniziando a esportare tecnologia e beni di consumo.

Il presidente sudcoreano Roh Tae-woo mirava inoltre a sviluppare relazioni economiche con i principali alleati storici della Repubblica Popolare Democratica di Corea. Secondo questa strategia, la normalizzazione dei rapporti e l'intensificazione degli scambi economici con la Corea del Sud avrebbero incentivato sia l'Unione Sovietica sia la Repubblica Popolare Cinese a moderare la politica estera della Corea del Nord, limitandone o impedendone eventuali azioni aggressive nei confronti della Repubblica di Corea. Tale approccio venne definito dall'amministrazione Roh Tae-woo come Pukpang chŏngch'aek (Politica Settentrionale), sebbene numerose fonti occidentali abbiano adottato il termine tedesco Nordpolitik (Politica Settentrionale), per analogia con la Ostpolitik (Politica Orientale) della Repubblica Federale di Germania, volta a favorire il dialogo e gli scambi con la Repubblica Democratica Tedesca.

Come sottolineò lo stesso Roh Tae-woo, la Politica Settentrionale non aveva l'obiettivo di isolare la RPDC, bensì di favorirne una progressiva de-escalation e un'apertura alle relazioni economiche e diplomatiche con la Repubblica di Corea. Fu proprio all'inizio degli anni Novanta che ebbero luogo i primi significativi contatti intercoreani, con incontri tra Kim Il-sung e i presidenti sudcoreani, nonché con diversi imprenditori della Corea del Sud interessati ad avviare attività economiche nel Nord. 

Un altro importante esempio di distensione fu rappresentato dai programmi statali di ricongiungimento familiare destinati agli oltre 440.000 coreani separati dai propri familiari a causa del caos provocato dalla Guerra di Corea. Grazie al miglioramento delle relazioni tra le due Coree, famiglie divise dalla Zona Demilitarizzata poterono incontrarsi per alcune ore dopo oltre 30 anni di separazione. Tra gli anni Ottanta e l'aprile 2023 si svolsero complessivamente 21 cicli di incontri.

Nell'aprile 1989 vennero aperti uffici commerciali rispettivamente a Mosca e, nel luglio dello stesso anno, a Seul. Le relazioni diplomatiche ufficiali tra la Repubblica di Corea e la Federazione Russa furono quindi stabilite nel settembre 1990. Tra le principali aziende sudcoreane che avviarono attività commerciali con l'Unione Sovietica figuravano Daewoo Group, SK Group e LG Corporation.

Con la grave crisi economica che colpì l'Unione Sovietica nel 1990, il presidente Roh Tae-woo concesse al governo sovietico prestiti di cooperazione per un valore complessivo di 3 miliardi di dollari statunitensi. Tuttavia, a causa della dissoluzione dell'Unione Sovietica alla fine del 1991, vennero effettivamente erogati soltanto 1,47 miliardi di dollari. Di questi, 1 miliardo di dollari era arrivato sotto forma di prestiti bancari e 470 milioni di dollari in prestiti destinati all'acquisto di beni.

L'accordo stabiliva che l'Unione Sovietica avrebbe rimborsato tali prestiti nell'arco di cinque anni, con tre anni di preammortamento. Tuttavia, il 26 dicembre 1991 l'Unione Sovietica cessò di esistere. Per essere riconosciuta quale Stato successore legittimo dell'Unione Sovietica, la nuova Federazione Russa dovette assumersi gli obblighi internazionali e il rimborso dei debiti contratti all'estero dal precedente Stato, conformemente alla Convenzione di Vienna sulla successione degli Stati.

Nel 1993 il governo di Boris Nikolayevich Yeltsin garantì che il debito nei confronti della Corea del Sud sarebbe stato integralmente rimborsato, prevedendo tre anni di preammortamento e cinque anni di rateizzazione per i prestiti finanziari, nonché due anni di preammortamento per quelli relativi ai beni di consumo. Tuttavia, entro il 1995 il debito risultava ancora sostanzialmente insoluto a causa della persistente crisi economica della Federazione Russa. Tra il 1993 e il 1995 erano infatti stati rimborsati soltanto 12,7 milioni di dollari sotto forma di alluminio e 19,1 milioni di dollari mediante transazioni finanziarie.

La Federazione Russa si mostrò riluttante a rimborsare integralmente il debito in denaro contante o materie prime, poiché tale soluzione non avrebbe contribuito alla ripresa della propria economia. Mosca propose quindi di estinguere almeno parte del debito mediante la fornitura di prodotti dell'industria pesante russa, in particolare equipaggiamenti militari, così da mantenere operative le industrie nazionali, garantire l'occupazione e favorire la ripresa economica interna. L'amministrazione del presidente Kim Young-sam, succeduto a Roh Tae-woo, accettò tale proposta. La decisione non fu motivata dall'effettiva utilità dei mezzi militari ricevuti, profondamente diversi per caratteristiche tecniche e dottrina operativa rispetto a quelli impiegati dall'Esercito della Repubblica di Corea, bensì dalla volontà di recuperare almeno parte dell'investimento effettuato cinque anni prima. Le autorità sudcoreane temevano infatti che, rifiutando l'accordo, non sarebbero riuscite a recuperare il denaro precedentemente prestato all'Unione Sovietica.

Nel 2006 la Federazione Russa propose inoltre di estinguere parte del debito finanziando il collegamento ferroviario tra la Ferrovia Transiberiana, il cui capolinea orientale si trova a Vladivostok, e la rete ferroviaria della Corea del Sud. Il progetto prevedeva la riattivazione di una delle linee ferroviarie inter coreane costruite prima del 1945, il suo ammodernamento, l'elettrificazione e il coinvolgimento della Corea del Nord affinché accettasse il programma. Tale infrastruttura avrebbe ridotto sensibilmente i costi e i tempi di trasporto delle merci sudcoreane, altrimenti movimentabili esclusivamente via mare. Tuttavia, il progetto comportava notevoli rischi politici per tutti gli Stati coinvolti e venne infine abbandonato.

In alto: Carri armati T-80U dell’Esercito della Repubblica di Corea in marcia su una strada durante un’esercitazione svoltasi in occasione del 67° anniversario della fine della guerra di Corea, nel luglio 2017. Il primo carro armato porta il numero “101” ed è dotato di cuscinetti in gomma sui cingoli (Foto facebook.com via Tanks. Being tanks)


Primo Programma Orso Bruno 

Nel luglio 1995, la Federazione Russa e la Repubblica di Corea firmarono l'Agreement on Cooperation in Military Technology, Defense Industry and Logistics Between the Government of the Republic of Korea and the Government of the Russian Federation, più comunemente noto come Brown Bear Program (identificato, dopo i primi anni Duemila, come Primo Programma Brown Bear).

Nell'ambito del Brown Bear Program, il governo sudcoreano presentò una richiesta di equipaggiamenti militari che venne esaminata dalla Federazione Russa, valutata sotto il profilo economico e infine accettata, sebbene con una riduzione quantitativa rispetto alle richieste iniziali. Alcune fonti menzionano una presunta richiesta sudcoreana di missili da crociera, ma tale informazione non trova riscontro in alcuna fonte ufficiale e appare pertanto priva di fondamento.

Complessivamente, la Repubblica di Corea ricevette:

  • 33 carri armati principali T-80U;
  • 33 veicoli da combattimento della fanteria BMP-3F;
  • 33 elicotteri da trasporto Kamov Ka-32T;
  • 50 lanciatori del sistema missilistico contraereo portatile (MANPADS) 9K38 Igla a guida infrarossa;
  • 700 missili di riserva per il sistema 9K38 Igla;
  • 70 sistemi missilistici controcarro guidati 9K115-2 Metis-M;
  • 1.250 missili di riserva per il sistema 9K115-2 Metis-M.

Il valore complessivo della transazione fu stimato in 214 milioni di dollari statunitensi, importo che venne detratto dal debito contratto dalla Federazione Russa nei confronti della Repubblica di Corea. Le consegne dei materiali militari si conclusero nel 1998, con la completa consegna di tutti gli equipaggiamenti previsti dall'accordo.

A sinistra/In alto: I T-80U poco dopo il loro arrivo nella Repubblica di Corea, con la loro mimetizzazione sovietica originale a tre tonalità. (Foto tratta da pinterest.com)

A destra/In basso: Il presidente della Repubblica di Corea Roh Tae-woo (al centro a sinistra) e il presidente della Federazione Russa Boris Nikolajevič Eltsin (al centro a destra), affiancati dalle rispettive mogli, si stringono la mano durante un incontro al Cremlino negli anni Novanta.  (Foto tratta da koreatimes.co.kr)


Secondo Progetto Brown Bear

Nell'agosto 1998, la Federazione Russa propose alla Repubblica di Corea l'acquisto di tre sottomarini d'attacco diesel elettrici Project 877 Paltus (designazione NATO Kilo class) come forma di estinzione del debito residuo. La Marina della Repubblica di Corea (RoKN) organizzò una squadra d'ispezione che si recò in Russia per esaminare i tre battelli. Secondo il brigadier generale Ahn Byeong-goo, i sottomarini si trovavano in pessime condizioni a causa della scarsa manutenzione conseguente alla grave crisi finanziaria che seguì il crollo dell'Unione Sovietica. Nonostante il parere favorevole del governo sudcoreano, la RoKN si oppose con decisione all'acquisto proprio a causa dello stato di conservazione dei mezzi. Nell'agosto 2000, l'incidente che coinvolse il sottomarino nucleare lanciamissili da crociera K-141 Kursk, appartenente alla Project 949A (designazione NATO Oscar II class), nel Mare di Barents portò all'abbandono definitivo del progetto.

All'inizio degli anni Duemila il debito della Federazione Russa nei confronti della Repubblica di Corea era salito a 2,24 miliardi di dollari statunitensi. L'amministrazione del presidente Kim Dae-jung, succeduto a Kim Young-sam, raggiunse quindi un accordo con Mosca secondo il quale 660 milioni di dollari sarebbero stati rimborsati mediante forniture di equipaggiamenti militari, mentre il restante debito sarebbe stato restituito attraverso rate annuali di 34,97 milioni di dollari tra il 2007 e il 2025. A tale importo si aggiungevano 1,05 milioni di dollari di interessi, per un totale di 36.027.809 dollari per ciascun pagamento.

Il Secondo Brown Bear Program ebbe inizio nel 2002. Complessivamente, la Repubblica di Corea ricevette:

  • 2 carri armati principali T-80U;
  • 37 veicoli da combattimento della fanteria BMP-3M;
  • 3 mezzi da sbarco a cuscino d'aria classe Tsaplya (Project 12061E Murena-E);
  • 23 velivoli da addestramento Ilyushin Il-103;
  • 20 elicotteri da trasporto Kamov Ka-32A4;
  • 8 elicotteri da trasporto Kamov Ka-32C;
  • 10 elicotteri multiruolo Kazan ANSAT-K;
  • 156 sistemi missilistici controcarro guidati 9K115-2 Metis-M;
  • 11.500 missili di riserva 9K115-2 Metis-M.

La grande maggioranza delle fonti identifica erroneamente i due T-80U consegnati come T-80UK. In realtà si trattava semplicemente di due T-80U, con ogni probabilità forniti in sostituzione di altri due esemplari precedentemente impiegati dall'Esercito della Repubblica di Corea (RoKA) per attività sperimentali. Nessun T-80UK è mai stato osservato in servizio nella Repubblica di Corea.

Per quanto riguarda i BMP-3M, gli esemplari consegnati nell'ambito del Secondo Brown Bear Program erano equipaggiati con il sistema termico per il puntatore Vesna-K, che sostituiva il più vecchio sistema SOZh-TM installato sui BMP-3F consegnati negli anni Novanta.

Le consegne del secondo programma si conclusero nel 2006, con il completamento della fornitura di tutti gli equipaggiamenti previsti.

Per il Secondo Brown Bear Program un imprenditore privato sudcoreano, la cui identità non è mai stata resa pubblica, operò come intermediario tra l'industria della difesa russa e la Repubblica di Corea. Egli curò contratti per un valore complessivo di 244 milioni di dollari statunitensi, comprendenti anche i sistemi missilistici controcarro Metis-M. Successivamente venne arrestato dalle autorità sudcoreane con l'accusa di corruzione, avendo ricevuto circa 15.000 dollari di tangenti da aziende russe. Le informazioni disponibili sull'intera vicenda risultano tuttavia estremamente limitate.

A sinistra/In alto: Un sottomarino sovietico Project 877 Paltus in navigazione di pattugliamento il 10 marzo 1987 (Foto tratta da http://www.defenseimagery.mil/ via Wikimedia Commons)

A destra/In basso: Un T-80U sudcoreano dotato di un sistema anti mine KMT-8, che si vede raramente in servizio nell’Esercito della Repubblica di Corea. Il veicolo presenta ancora la livrea mimetica originale a tre tonalità. L’immagine è stata scattata alla fine degli anni ’90 o all’inizio degli anni 2000. (Foto tratta da pinterest.com via 광민 이)


Altri Progetti

È opportuno ricordare che, nel giugno 2008, ormai ristabilita una situazione economica relativamente stabile, la Federazione Russa propose di estinguere il debito residuo secondo il piano originario, combinando pagamenti in denaro e prestiti in beni. La proposta fu rapidamente accantonata, ma diede origine al Terzo Brown Bear Program.

Nel novembre 2010, una delegazione della Defense Acquisition Program Administration (DAPA), guidata da Jang Soo-man, si recò segretamente nella Federazione Russa per visitare diversi impianti industriali e negoziare un nuovo ordine di equipaggiamenti militari. Il piano prevedeva l'acquisizione di ulteriori T-80U, di mezzi da sbarco Murena-E e di altri sistemi, tra cui dispositivi ottici termici destinati sia ai T-80U sia ai BMP-3. L'accordo avrebbe dovuto raggiungere un valore complessivo di circa 300 milioni di dollari statunitensi.

È possibile che il Terzo Brown Bear Program comprendesse 45 carri armati T-80U, 20 trasporti truppe corazzati ruotati BTR-80 e un numero imprecisato di BMP-3. Numerose fonti russe riportano infatti, erroneamente, che la Corea del Sud avrebbe ricevuto complessivamente 80 T-80U, 20 BTR-80 e 70 BMP-3. Un errore analogo venne riportato anche dal corrispondente della Yonhap News, Kim Byeong-ho, nel giugno 2005.

L'8 giugno 2005, il quotidiano russo Kommersant pubblicò un articolo nel quale sosteneva che la Repubblica di Corea fosse impegnata in negoziati per l'acquisto di 140 carri armati T-80U e T-80UK, per un valore complessivo di 350 milioni di dollari statunitensi. Kim Byeong-ho dimostrò successivamente che la notizia era infondata, citando anche funzionari dell'ambasciata sudcoreana a Mosca, i quali avevano contattato la Omsktransmash, produttrice dei T-80, ricevendo conferma che l'azienda non era a conoscenza di alcuna trattativa di quel tipo. L'articolo di Kommersant è stato successivamente rimosso, ma sembra essere stato pubblicato principalmente per promuovere la 6ª Esposizione Internazionale di Armamenti e Tecnologie Militari, svoltasi a Omsk dal 7 giugno 2005.

Nel novembre 2013, la Federazione Russa propose nuovamente di estinguere il debito residuo metà in denaro e metà mediante forniture di beni. Tuttavia, il progetto venne definitivamente sospeso a causa dello scoppio del conflitto nel Donbass e delle successive sanzioni internazionali imposte alla Russia.

Nel 2019, Mosca avanzò una nuova proposta, offrendo ulteriori elicotteri Kamov Ka-32 come forma di rimborso del debito residuo. L'iniziativa suscitò un ampio dibattito sulla stampa sudcoreana. Il 16 novembre 2021, nel corso di una seduta del Parlamento sudcoreano, la Defense Acquisition Program Administration confermò che erano ancora in corso discussioni con la Federazione Russa riguardo a tale proposta.

Dopo l'inizio dell'invasione russa su vasta scala dell'Ucraina, il 24 febbraio 2022, il progetto di acquisizione degli elicotteri Kamov venne definitivamente abbandonato. Nell'ottobre 2022, secondo il Ministero delle Finanze della Repubblica di Corea e la Export-Import Bank of Korea, la Federazione Russa decise infine di estinguere il debito residuo, pari a 280 milioni di dollari statunitensi, mediante pagamenti in rubli entro il 2025.

A sinistra/In alto: Un elicottero Kamov Ka-32 in fase di atterraggio all'aerodromo di P'ohang-Kyŏngju, con un secondo Ka-32 parcheggiato nell'area di sosta. Gli elicotteri di fabbricazione sovietica appartenevano alla Polizia Marittima della Repubblica di Corea (Foto USMC)

A destra/In basso: Un veicolo da combattimento della fanteria cingolato BMP-3 e un carro armato da battaglia T-80U dell'Esercito della Repubblica di Corea durante un'esercitazione in un campo di addestramento sudcoreano (Foto tratta da en.defence-ua.com)


Fonti

 

Bibliografia

  • Hyun-Ahn S., Understanding Russian-South Korean Arms Trade, University of Seoul
  • Mitzer S., Oliemans J., The Armed Forces of North Korea: On the Path of Songun, Helion & Company, Solihull, 2020 

Sitografia 


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